La prima volta di William

Tra i tanti personaggi possibili, tra tutti gli incastri immaginabili dalla mente umana, e tra tutte le combinazioni realizzabili dai dadi, c'era proprio lui, il giovane guerriero dai capelli lunghi e mossi e dalle possenti braccia, ma anche povero, squattrinato, un po' stupidotto, ingenuo e armato alla meno peggio, che vagava spaesato tra le rovine di un antico tempio, vestigia di chissà quali civiltà, alla ricerca di tesori e di gemme preziose. Così me lo ha presentato il master, durante una giornata di
assemblea di istituto al liceo, quando io avevo solo sedici anni. Una corda, una spada, uno scudo, una corazza di maglia, un paio di torce e una fiaschetta di vino erano l'equipaggiamento di quel giovanotto di vent'anni le cui origini non erano più note per causa di uno shock subito, appena dodicenne, in seguito alla razzia sofferta nel villaggio natale. Il background di questo personaggio si è venuto a creare nel giro di poco tempo: senza più una famiglia, e allevato da un maniscalco ­ che più interesse aveva a farlo lavorare, che non a nutrirlo ­ il giovane decise di
cavarsela da solo non appena poté. Eccolo, infatti, ad ispezionare le rovine, a combattere contro fastidiosi goblin, ad ispezionare cadaveri di avventurieri più sfortunati quando a vent'anni, come ho detto, durante la sua prima avventura, questo giovane guerriero di primo livello a cui avevo dato nome William, veniva plasmato nella mia mente in questa fantastica ambientazione. Insieme ad alcuni personaggi di cui ora si sono perse le tracce (un nano, un mago ed un ladro), giocati da miei ex-compagni di classe, era stato ingaggiato da un chierico per ricercare un antico manufatto che avrebbe permesso di scacciare una pesante maledizione che affliggeva un intero villaggio. E quel suo primo contatto con l'avventura, ebbe esito positivo! La personalità del mio William è venuta fuori un po' alla volta, in base a come ormai avevo preso a giocarlo: spiritoso, folle più che coraggioso, decisamente ignorante ma sufficientemente saggio da non mettersi in guai (troppo) più grossi di lui!

Da quel giorno William è diventato molto più forte e più scaltro (nono livello), ha percorso miglia e miglia a dorso di cavallo, ha esplorato caverne buie, ha viaggiato e combattuto per mare, è stato riarso dalle sabbie del deserto, ha banchettato alla tavola di personaggi ricchi e potenti, ha rischiato la pelle tante di quelle volte che ormai non ha più voglia di ricordarsele! Non è un eroe, questo William a cui ormai sono proprio affezionato (e con cui spero di giocare altre avventure, prima che me lo ammazzino!), non è un tipo senza macchia e senza paura, non combatte per un ideale, né per un signore a cui ha giurato fedeltà. Un guerriero a
cui non è concesso neanche di ricordare chi sia la sua famiglia, può solo vagare per il mondo, incontrare gente nuova ed ampliare le sue conoscenze, cercare di divertirsi e soddisfare la sua sete di avventure. E di donne! Proprio così, un poco alla volta William è diventato il donnaiolo del gruppo, ormai quando vede una ragazza carina perde il lume della ragione! Se a chiamarlo è un'amazzone armata di tutto punto, lui non contrattaccherebbe mai per ferire un corpo tanto bello e sensuale. sì queste sono le situazioni che lo mettono nei guai! In fondo è un
romanticone, William! 

Ormai non è più squattrinato, eppure la sua fissa dimora è la locanda del suo vecchio amico oste ­ a cui salvò la vita ­ in una cittadina dove, stremato, di tanto in tanto ritorna per riposarsi. E' possibile incontrarlo nella taverna, mentre beve vino abbracciando con ogni scusa la ragazza che serve ai tavoli, lui che ha trascorso una giornata con i Principi di Glantri, che è stato onorificato da Stefano Karameikos III, e che è stato più volte risucchiato in dimensioni fantastiche! Non è neanche lo stereotipo del "buono", lui: ha le sue debolezze e le sue paure (eh, no,
non ve le dico!), ha avuto le sue sbandate e i suoi momenti critici, e in un paio di occasioni è stato pure notevolmente bastardo!
Tutto ciò contribuisce ad un personaggio più vero e credibile, insieme ad una miriade di altre peculiarità che ­ forse ­ lo avvicinano di più ad un personaggio dell'Advanced che non del classico D&D: non è capace di suonare alcuno strumento, sa a mala pena leggere e scrivere, non ha propriamente il "tocco leggero", regge bene l'alcool e le droghe (!), è facilmente soggetto ad illusionismi e incantamenti.

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