La prima volta di Master Marco Avrò avuto nove o dieci anni. Un mio
amico, vicino di casa, di tre anni più vecchio, un giorno mi disse (più o meno): -Ti
piacerebbe giocare ad un gioco in cui bisogna esplorare una mappa e combattere dei mostri,
come un gioco da tavolo, solo che il tabellone lo disegna uno dei giocatori e gli altri
non lo possono vedere?- Ovviamente non avevo capito un tubo, comunque provammo. Questo mio
amico, Nicola, aveva partecipato quasi per caso ad una partita di D&D (allora esisteva
solo la "scatola rossa") con amici di suo cugino (il Master), e devo dire che ci
aveva capito ben poco anche lui. Così, il mio primo approccio col mondo dei GdR fu una
specie di D&D di terza mano, senza manuali ne dadi. Il solo tipo di personaggio
possibile era una sorta di guerriero (ma ovviamente non si chiamava così), che aveva 8
punti ferita e non saliva mai di livello (livello? non sapevo nemmeno che esistessero i
livelli!); se riusciva a sopravvivere, diventava enormemente ricco ma non ne traeva alcun
beneficio perché l'unico equipaggiamento disponibile era il seguente: spada, pugnale e
corazza di cuoio. Tale equipaggiamento veniva sempre distrutto dall'immancabile
rugginofago, uno dei pochi mostri che popolavano i dungeon di Nicola. Ricordo il mio primo
personaggio in assoluto: fu ucciso da un goblin nella prima stanza del primo dungeon.
Usavamo solo dei dadi normali, a 6 facce, più un d8 che ci eravamo costruiti noi, di
cartone, e un singolare d20: un foglio di carta con i numeri da 1 a 20 da puntare con la
matita ad occhi chiusi! Ben presto cominciai anch'io a riempire fogli di carta con
intricati labirinti colmi di mostri assurdi (un topos era diventata la stanza con "50
draghi da 20 DV"), che non venivano mai nemmeno lontanamente giocati. Già da allora
mi divertivo di più a stare "al di qua dello schermo", cosa che più tardi è
stata la manna dei miei amici, dato che trovare qualcuno che voglia fare il DM è quasi
come trovare un portiere volontario quando si fa una partitella! Avendo sviluppato una
sete oscura e indistinta, nella mia ignoranza, comprai Hero Quest, e mi barcamenai ancora
per qualche anno, dato che nella mia cittadina di provincia D&D era pressoché
introvabile. Una volta messe le mani sull'edizione del 1991 di D&D base (la scatola
nera grande col drago rosso, forse poco nota), sono definitivamente decollato e devo
ancora atterrare: D&D, Martelli da Guerra, AD&D, Cyberpunk... Ora porto avanti da
due anni ormai una campagna di AD&D ambientata nei Forgotten Realms e sto progettando
una campagna di D&D 3a ed. in un mondo di mia concezione. Penso che morirò tirando i
dadi. Master Marco
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