La
prima volta di Inam
La prima volta che giocai ad un gdr fu
una lontana ed afosa estate, come se ne possono trovare solamente nel gioioso hinterland
milanese, di circa dieci anni fa, quando avevo dodici-tredici anni.
I miei erano andati in ferie lasciandomi a casa con le mie nonne che si alternavano come
infermiere( avevo preso una febbre da cavallo due giorni prima di partire ) ; la mitica
nonna Maria ricca di storie del suo tempo della seconda guerra mondiale, delle fughe dai
bombardamenti, del lavoro come mondina mentre raccoglieva il riso, dell'ospitalità che
offriva ai partigiani, della volta che nascose in cantina anche un soldato tedesco che
stava per essere preso dagli americani per essere fucilato ....
E la mitica Nonna Ida, cuoca eccezionale, la ricetta della la polenta con gli involtini
che solo tu sapevi fare è sparita con te, e con te se ne sono andate anche tue litigate
con il nonno che già allora era un pò sordo e non capiva assolutamente niente di ciò
che gli gridavi, incazzandosi se ti vedeva alzare la voce con lui sbottando con un "
UE' , se te vusi, sun minga surd ! " ( che tradotto in italiano vuol dire " UE'
ma cosa gridi ! non sono mica sordo ! )
Grazie nonne, grazie per avermi raccontato ciò che sui libri di scuola non potrò mai
leggere, grazie per la vostra semplicità e i vostri discorsi in dialetto con cui
animavate le mie convalescenze, e grazie nell'avermi fatto capire che la vera cultura non
sta solo nello studio ma anche nell'esperienza.
Torniamo al gdr altrimenti piango... Era,
dicevo una giornata in cui il riverbero del sole sull'asfalto ti faceva vedere il mare e
il corpo mai sazio di liquidi continuava a sudare, quando " DRRREEEEEEEE " il
citofono suona; la nonna va ad aprire e torna nella mia stanza " E' il Paolo "
disse.
Paolone! pensai contento, amico di mille giornate passate davanti al mitico commodore64 e
successivamente alla miticissima Sega Megadrive.
Paolo entrò in camera mia con una scatola di cartone da imballaggio, banale, senza
nessuna decorazione ne scritta.
" Guarda Marco ! " disse con gli occhi spalancati " Me lo ha dato mio
cugino, ha detto che lui non lo usa più !
" Guardai nella scatola e vidi un libro con un drago rosso che si innalzava da un
abisso cercando di prendere un povero omino armato con una specie di alabarda. ( chi non
ha mai visto quella figura ? ).
" E' un libro, che cosa ha di speciale ? " dissi deluso
" Ma nooooo!! Sono le regole di un gioco !
" Guardai meglio nella scatola, tirai fuori un sacchettino di celofan pieno di dadi,
una decina in tutto. Quello che mi stupì fu che insieme al dado da sei facce vidi per la
prima volta strani dadi a otto, quattro, venti, dieci facce.
" E questi ? " dissi indicando gli strani artefatti " EH... si tirano no?
sono dadi ! Mio cugino mi ha detto che si tirano quando colpisci uno e per vedere che male
gli fai, oppure per vedere se riesci a scavalcare un muro o saltare un burrone, e anche
per scrivere quanto sei intelligente, forte, resistente e... "
Si bloccò notando la mia espressione attonita, quasi inebetita, il suo sproloquio mi
aveva letteralmente rincoglionito, tutte le volte che avevo tirato dei dadi era per vedere
di quanto avanzava la mia pedina sul monopoli... e adesso mi dice che tirando un dado
posso saltare un burrone o uccidere una persona...
Aprì il libro e mi mostrò delle figure "
Vedi, ci sono le razze " Disse facendo scorrere le pagine
" L' umano è l'umano.... come un'umano " Un' espressione di puro compatimento
si dipinse sul mio volto al sentire quella descrizione
" poi c'è l'elfo che è figo, alto, e usa l'arco e poi le magie, ma questo te lo
spiego dopo... ah si, ha le orecchie a punta" aggiunse soddisfatto
" Questo qui è il nano, ha la barba e usa come arma il martello, l'ascia, è forte e
resistente ! "
" E questo e il piccolo halfling, è più basso del nano e fa quasi sempre il ladro!
"
Chiuse il libro
" Allora, tu che cosa scegli?"
Mi ripresi dallo shock scuotendo la testa
" Mah, non so, l'umano ma... "
Non riuscì a finire la frase che lui mi interruppe subito dicendo
" E di quale classe ? "
Spalancai gli occhi, pensando a che cosa centrasse la scuola ma fui interrotto da lui che
continuò
" Fai il guerriero, il chierico che è come un prete ma va in giro con la mazza, il
ladro, il mago... "
per cercare di interrompere quel fiume di parole dissi in un fiato
" Faccio il mago ma non so cosa... "
Ma non ebbi scampo, tirò fuori i dadi, il libro, cominciò a dirmi di tirare per le
caratteristiche. Tirai, tirai e tirai.
Così naque Inam, il mio mago tuttora vivo e vegeto e con un alto livello di esperienza.
Da allora si aggiunsero a breve tre amici e di recente le nostre ragazze, divenimmo così
un folto gruppo di otto avventurieri erranti, in cerca di mostri sempre più forti e con
un unico obiettivo finale, appendere alle mura del nostro castello la testa del tarrasque,
un kraken e le ali di un balrog.
Marco
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