La
prima volta di Elam il mago
La mia prima volta si perde nella nebbia
dei ricordi tra sogno e fantasia.
Da anni possedevo la storica scatola rossa di D&D e mai ero riuscito ad organizzare
una partita fino a che in una serata del '93 a casa mia in taverna con Filippo, Simone,
Andrea, Matteo e il master Gabriele iniziammo quella che è ancora un'avventura
interminabile.
Le regole erano solo teoria, molto astratte e soprattutto non sapevo nulla della dinamica
di questo gioco.
Cos'era un gioco di ruolo??? dovevo parlare in prima persona oppure descrivere ciò che
doveva fare il mio personaggio? Come avvenivano i combattimenti?
Avevo passato anni ad aspettare quella prima avventura e finalmente era arrivata, ma ero
molto più preoccupato per gli altri che per me stesso.
Mi chiedevo se gli altri compagni, coinvolti loro malgrado in questa avventura, si
sarebbero appassionati, oppure se si sarebbero stufati subito.
Durante ogni scena che il master descriveva, cercavo nello sguardo e negli atteggiamenti
degli altri se vi fosse qualche segno di noia.
A stupirmi fu il master che con una scioltezza incredibile cammuffava voce e interpretava
personaggi, dal locandiere alla massaia del paese.
Fu un successo, nonostante la storia fosse molto semplice, eccola:
Partimmo da un piccolo villaggio, con le nostre poche cose, alla ricerca del figlio di una
massasia che non aveva più fatto ritorno da quando, pochi giorni prima, era partito a
cercar fortuna verso nord.
A nord del villaggio, ad alcuni giorni di viaggio, si ergevano alcune rovine di un antico
castello.
I giovani del villaggio fantasticavano sugli immensi tesori che si dovevano trovare
sepolti sotto a quelle rovine e decidemmo di iniziare a cercarlo proprio in quel luogo.
Durante il viaggio, fummo assaliti da dei briganti un pò strani.
Uno era nascosto dietro un albero e ci puntava con una freccia, mentre un altro
incapucciato, basso e magro tanto da sembrare un bambino, si avvicinò a noi con un sacco
aperto per raccogliere i nostri pochi averi.
Ricordo la paura che incuteva quella freccia puntata verso di noi.
Nonostante fossimo dei valorosi avventurieri, temevamo tutti di rimanere uccisi, fino a
che uno di noi reagi disarmando gli aggressori che si rivelarono essere un padre e un
figlio caduti in disgrazia senza nulla per mangiare.
Facemmo una colletta mettendo assieme un po' di monete d'oro e le donammo a questa coppia
di mendicanti i quali con le lacrime agli occhi, ci salutarono augurandoci buona fortuna.
E fu così che iniziò la mia avventura e dei miei compagni, che ci portò a esplorare
posti fantastici, a scoprire regni dimenticati e a solcare i mari più sperduti della
nostra fantasia.
Forse fu il destino quel giorno a decretarlo, o forse si sparse solo la voce, ma da quel
giorno abbiamo dovuto difenderci da un sacco di briganti, senza una lira e con moglie e
figli a carico ^__^
Elam il Mago
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