La
prima volta di Ayor
La mia prima volta… vediamo.. ah si! Ora ricordo! Era il
Marzo del 1998 e un gruppo di amici che conoscevo da qualche giorno mi
chiese se volevo giocare a AD&D. Non avevo niente da fare e gli risposi di
si. Non so se quello sia il grande errore della mia vita, ma se lo è stato è
un errore che itero ancora.
Mi portarono a casa di Marco, il master e li cominciarono a spiegarmi come
funzionava, ma non ci capii un cavolo. <Imparerai giocando!> replicarono.
Fui contagiato dalla loro passione all’inizio e alla fatidica domanda su che
classe volessi fare, risposi: <Ce né una che picchia e che lancia inc?> Mi
affibbiarono il sacerdote, classe che da quel momento ho fatto solo
raramente. Mi chiesero di scegliere una razza e scelsi i mezz’elfi: ero il +
alto della compagnia e non mi andava di divenire il più basso. Il nome del
mio primo personaggio fu Perolat. Senza cognome, non ne volevo!
Cominciai così a giocare, entrando in una campagna già iniziata, anche se da
poco. Quando presi un attimo di confidenza con le regole abbandonai Perolat
al suo destino e nacque Janov Avander, l’invocatore! E’ il personaggio ha
cui fui più affezionato, anche se non superò mai il 12 liv. Era CN e usava
le palle di fuoco anche per accendere le canne del ladro!
Ne ho passate tante con loro, ho visto wrigth che il paladino si trovava
continuamente in tasca, maghi tirare palle di fuoco nel corpo a corpo contro
elementari del fuco, ho vissuto anni di sesso in compagnia di splendide
ninfe, ho conosciuto draghi raffreddati e draghi alcolizzati, ho ucciso lich
e sono morto per crescite di spine, tirate da un amico in mio aiuto, ma sul
mio percorso di fuga mentre vi correvo…. E tante altre cose che non
avrebbero giustizia raccontate qui….
Da allora non ho mai smesso e ora, avendo perso per strada il nostro vecchio
master ho perso il suo posto introducendo la 3° Ed! Il lavoro da DM è duro,
ma amo inventarmi le storie, anche se i miei compagni le stravolgono sempre…
Non so se un giorno come dice mia mamma mi deciderò a “crescere”e smetterò
di “giocare a dadini”, ma con me porterò sempre il ricordo di notti passate
in bianco a dare la caccia a draghi e a scappare da locandieri infuriati!
Forse molti non possono capirmi, ma vi assicuro che quando siamo tutti e 5
intorno a quel tavolo cessiamo di essere noi stessi e viviamo la nostra
grande avventura ad occhi aperti…
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