In ricordo di Thorin (Buah, ha, ha, ha)

Quella sera, alla taverna "Da Mario", una delle più malfamate taverne della Capitale, l'atmosfera era piuttosto cupa e tetra.. L'Elfo Flender, scuro in volto, non aveva ancora scambiato una parola coi compagni. Perfino l'Halfling Sam, solitamente il più burlone, non era ancora riuscito a ravvivare l'ambiente. Spazientito, con la sua vocetta fastidiosa, tentò l'approccio diretto... "Allora Flender, vuoi dirci che cosa non va? Sono ore che non spiccichi parola, non mangi e non bevi. Cosa ti è successo?" Dopo uno sguardo di fuoco all'impertinente Halfling, Flender si alzò e, con tono solenne, declamò: "La mia tristezza si deve alla morte del mio giovane compagno di avventure Thorin, soprannominato il Guercio perché senza un occhio e orbo nell'altro. Egli conduceva una spedizione avventurosa nell'isola degli Antichi e là, la morte lo ha colto." Gli altri si guardarono negli occhi con espressioni varie, tutte tendenti alla sufficienza. Dovete infatti sapere che la scena si ripeteva ogni volta che moriva un amico di Flender e siccome di amici morti ne aveva tanti qualcuno cominciava a pensare che portasse sfiga. "Beh, brindiamo a questo glorioso Giovane, che sarà sicuramente morto brandendo la sua spada contro un terribile mostro, difendendo i suoi amici" abbozzò Shila, l'avvenente cameriera della taverna, per sollevare il morale. L'effetto fu , al contrario, deprimente: Flender con tono ancora più dimesso continuò: "Niente affatto, compari. E' morto per colpa di una trappola mortale". "Una trappola? Ma come?" esclamò Jeir lo Gnomo. "Lupin, il ladro, era riuscito a scoprire un trabocchetto, che pareva la classica botola. Thorin pieno di entusiasmo, si offrì di passare rasente al muro. Lo sventurato non sapeva che a lato di questo vi erano due altre trappole che l'avrebbero lanciato contro il soffitto e quindi fatto precipitare nella botola centrale, che risultò piena di acido al fine di martoriare il suo corpo". "Che fine orribile", mugugnò Sam. "Ma non è ancora finita" esclamò Flender. "Egli riuscì a stento a raggiungere l'altro lato della pozza d'acido, solo per scoprire una terza trappola, che avrebbe fatto precipitare un pesante macigno sulla sua testa, ma Thorin non morì ancora. Con un gran balzo riuscì ad aggrapparsi al bordo della botola, ma una quarta trappola scattò facendo calare sulle sue dita una pesantissima grata rifacendolo precipitare nell'acido e liberandolo per sempre dalle sofferenze terrene". Sam si asciugò una lacrima che gli scendeva sul viso, Jeir restò a lungo a fissare il suo boccale, Shila fece cadere il suo panno delle pulizie per terra con la scusa di chinarsi a raccoglierlo e nascondere così un singhiozzo. Alla fine fu Rutto a rompere il ghiaccio: "Ma possibile che certa gente non c'ha artro daffare che pensà de costruire trappole nè corridoi disabbitati?", "Aho Flender, non te disperà, il tu amico serà sempre ricordato, ma ora siediti e bevi na birra" Con aria interrogativa Flender osserva Rutto e gli altri e poi sbotta:"ma che avete capito.... io non sono giù perché il mio amico Thorin è morto, ma perché è la quinta volta che lo facciamo resuscitare al prezzo di 10.000 monete d'oro e per quante avventure facciamo non riusciamo mai metterci da parte qualcosa per campare!!!!" Fu a causa di questo malinteso, che dal quel giorno, tutte le volte che Flender entrava con l'aria afflitta nessuno ci fece più caso.

Elam il Mago