Una strana amicizia A volte si possono trovare amici nei luoghi più impensati e questa è la storia di unamicizia fuori dal comune.Yris, la mercante di alcolici, una delle eroine della guerra di secessione del Gran Ducato, si era fermata alla taverna di Obil, Oste di Forraspaccata due inverni fa. Quella sera cero anchio. Entrò assieme ad alcuni uomini della sua carovana, che facevano gran chiasso. Seduti ai tavoli cerano molti avventurieri che ridevano e raccontavano a gran voce le loro gesta eroiche. La maggior parte di loro tornava da una spedizione alle rovine dellantico forte abitato da molti coboldi. Trucidati come sempre... I piccoli uomini cane hanno vita dura di questi tempi e gli eroi che ce ne liberano appaiono sempre più come volgari assassini. Yris non si unì, ai festeggiamenti, anzi se ne stette in disparte, così come feci io. Verso le 11:30, orario di chiusura, quando gli avventurieri ubriachi se nerano andati, Obil ,loste, si avvicinò a lei con un boccale di idromele, quello speciale se mi avete capito e disse: "Yris, vecchia alcolizzata, da quando in qua non apprezzi più la cucina di Obil, ti è andata la lingua per traverso?!?" "Orchetti!" rispose Yris. Mi alzai allarmato pronto a impugnare la piccola daga che tenevo nel fodero, mentre Obil si diresse dietro il bancone a prendere la sua spada. "Non qui..." disse Yris con voce calma e lontana. Alzò il viso verso noi due e con un gesto della mano ci invitò a sedere. Il suo viso era ora sorridente e i suoi occhi riacquistarono quella luce da furfante che ha fatto impazzire molti uomini nella sua vita. "Mi spiace di avervi allarmati, ma quegli avventurieri con le loro storie assurde sui coboldi mi hanno fatto passare il buonumore." "Non sapevo ti stessero simpatici i Coboldi" disse Obil. "E infatti non mi stanno simpatici, tutti tranne uno!!! E a volte... questo basta per..." "Ha, ha, ha, ha, certo che sei proprio strana tu, ma a proposito cosa centrano gli Orchetti, mi hai fatto prendere un colpo" ribatte Obil col suo vocione come se la taverna fosse ancora affollata di gente. "Gli orchetti centrano con il coboldo che ho conosciuto." "Beh... a questo punto se volevi farmi venir voglia di ascoltare una storia, ci sei riuscita ma non prima di aver assaggiato un bicchierino della mia riserva speciale" e Obil servì a tutti e due un bicchierino di quel liquido forte contenuto in quella fiaschetta che teneva con tanta cura. "Orchetti", riprese Yris dopo aver bevuto lottimo idromele di Obil. Fece un attimo di pausa come per focalizzare i ricordi e partì con la narrazione. "Ci sono poche cose che mi danno nausea come il puzzo di orchetti. Non che la puzza che si respira nelle taverne del quartiere vecchio della capitale sia meglio, ma almeno la puzza non è accompagnata dallodore pungente e penetrante della morte. Ho visto spesso la morte in faccia a sporchi individui; la morte assume colori di frattaglie a pezzi e occhi sbarrati, di colli spezzati e lividi violacei. Non penso spesso alla morte, non è il mio carattere e mio padre mi ha sempre tenuto nascosto questa parte della vita, forse perché ancora nel profondo, non sa darsi pace per la morte della mamma. Non che io abbia mai ucciso, e se lho fatto è stato per legittima difesa, ma assieme a mio padre le zuffe, gli inseguimenti, sono sempre stati puro divertimento. Sono cresciuta con la spada nella destra e col cavallo sotto il culo. Zio Jeffree mi ha sempre rimproverato che non possiedo le maniere di una signorina, ma provateci a mettere una signorina davanti ad una spada e sappiatemi dire se non è preferibile avere invece una bella spada in mano. Come quel giorno.... Mi ero fermata a casa di Jeir lo gnomo per
un paio di giorni e poi ripresi la strada per la capitale. Elam il Mago
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