L'enigma di Haldor
La porta del 'Trogolo del Guerriero'
si aprì cigolando sinistramente, e un vento gelido dissipò per un attimo i vapori
malsani che infettavano il locale
Le facce torve dei clienti si voltarono per
scrutare minacciosamente il nuovo venuto: era un misterioso figuro, dall'aspetto tozzo e
apparentemente innocuo, avvolto da un mantello di velluto nero con ricami dorati. Un
enorme cappello piumato a larghe falde gli celava il viso, ma non appena se lo tolse
TUTTI IMPALLIDIRONO!
Quale segreto nascondeva il volto di quell'uomo? Un orribile sfregio? Una nauseabonda
deformazione?
O forse quel volto non era umano, né attribuibile ad alcuna razza conosciuta?
Quale creatura poteva ottenere quell'effetto terrifico? |

Il Conte Danargo
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Un Mannaro assetato di sangue? Un demone blasfemo
con le zannute fauci spalancate? Un folle stregone dagli occulti e smisurati poteri?
Olden, il rubicondo oste del 'Trogolo', intento in cucina a mescolare una gorgogliante
zuppa di rabarbaro selvatico, si rese conto che qualcosa non andava.
Il sale! Non aveva messo ancora il sale! Assaggiò subito la zuppa, ma con sua sorpresa la
trovò già saporita
Ma allora cos'era quella fastidiosa sensazione d'inquietudine
che provava? Da poteva essere originata? Il borboglìo della zuppa in ebollizione sembrava
volergli suggerire qualcosa. Il borboglio? Come faceva a sentire il borboglìo della
zuppa? Che fine avevano fatto le stentoree imprecazioni, le risate sguaiate e le battute
scurrili degli avventori che normalmente coprivano qualsiasi altro rumore? Sul locale era
piombato un allarmante alone di silenzio
Olden si
precipitò fuori dalla cucina e vide uno spettacolo inconsueto: l'intera clientela era in
preda ad un attacco parossistico di terrore, impietrita di fronte a chissà quale
agghiacciante figura spettrale
Rivolgendo lo sguardo verso l'ingresso, Olden scoprì la causa di tanto sgomento:
< Ma che piacere, il Conte Danargo ! > esclamò,
contento di vedere il simpatico e baffuto nobiluomo dall'aspetto ben curato, che ogni
tanto frequentava il suo locale.
< Salve a tutti ! > salutò il Conte.
I clienti risposero timidamente con un cenno della mano e assunsero atteggiamenti
imbarazzati.
Kindal, l'intrepida ranger Mezzelfa dal corpo sinuoso e la chioma rossa fluente, si
eclissò sotto un tavolo, sperando di non essere vista; Borin il Nano, combattente di
grande esperienza, fischiettò un motivetto, ostentando falsa sicurezza; Haldor, il
guerriero dallo sguardo bovino, decise di nascondere la testa immergendola in un barile
colmo di birra; Sog, il celebre tagliagole, fece astutamente finta di dormire. Qualche
avventore riuscì a sgaiattolare fuori dal locale, ma a tutti gli altri non rimase che
cercare di camuffarsi con l'ambiente circostante. Si narra che il grande illusionista
Dertelyus, guardandosi attorno furtivo, zampettò verso la parete più lontana e allargò
velocemente le braccia, sperando di essere scambiato per un attaccapanni
Ogni tanto il Conte Danargo, re degli Enigmi, capitava in qualche taverna e sfidava tutti
quanti a una gara d'indovinelli. La posta in palio era sempre la stessa: il perdente
avrebbe dovuto offrire al vincitore una somma di danaro equivalente a un buon pasto. Pur
essendo quasi tutti dei morti di fame, gli avventori non erano certo turbati per la somma
in gioco! Il fatto è che i machiavellici rompicapi del Conte Danargo mettevano in crisi i
maghi più intelligenti e nessuno era mai riuscito a scioglierne uno!
<La soluzione dei miei enigmi la dirò solo a colui che
mi proporrà un indovinello che io stesso non riuscirò a risolvere!> sentenziava
subdolamente il Conte, lasciando morire tutti di curiosità
Molti, non resistendo al bruciante desiderio di conoscere la soluzione, si arrischiavano
in una gara d'intelligenza puntando tutti i loro averi, ma quest'ultimo trovava sempre la
giusta risposta ai rompicapi che gli venivano proposti. La fama d'imbattibilità di
quell'astruso omuncolo aveva raggiunto le contrade più lontane: si diceva che avesse
collezionato un'infinità di crediti, cosa che gli permetteva di alloggiare gratuitamente
in qualunque locanda! Purtroppo nessuno poteva sottrarsi alla Sacra Gara d'Indovinelli, le
cui antichissime regole erano note e rispettate perfino dalle più infide creature del
sottosuolo
< Allora Conte, qual buon vento vi porta nella mia
taverna ? > cinguettò Olden, con voce garrula.
< Sono soltanto di passaggio in questa città e ho
pensato di fare un salto a salutarti ! > rispose
il Conte, mentre con sguardo criptico e indagatore perlustrava il locale alla ricerca di
qualche vittima
< Speriamo che non mi veda
.! > bisbigliò
Kindhal, che era strisciata sotto la sedia di Borin.
< Bah, io ho affrontato mille battaglie
> , borbottò Borin, <
e non ho certo paura di qualche sciarada! >
< E allora perché stai camminando carponi verso
l'uscita? > gli fece notare Dertelyus,
sempre in posa da appendiabiti.
< Ma perché non facciamo fuori il Conte una volta per
tutte? > propose Sog il tagliagole; dal
fondo di un barile vicino, in cui Haldor aveva immerso la testa, uscì un gorgoglio
d'approvazione.
< Non possiamo! > , esclamò affranto un
brigante,
< Chi altri, se non lui, può conoscere la risposta
degli enigmi rimasti insoluti ? >
Un sentimento d'impotenza mista a disperazione paralizzò nuovamente i poveri
avventori.
< Indovina indovinello
. > canticchiava crudelmente il Conte, mentre si lisciava i
baffi
< Guardate! Quel maledetto si è piazzato davanti
all'uscita! Siamo in trappola
> notò Kindhal.
Borin, sempre in cerca di una via di fuga, si ritrovò a quattro zampe proprio di fronte a
Danargo. Conscio di essere stato scoperto, alzò la testa lentamente, ansimò un paio di
volte e ABBAIO', sperando di passare per un cane barbuto! Sentendo però su di sé lo
sguardo tagliente del nobiluomo, non resse alla tensione e si buttò ai suoi piedi
gridando pietà
< Risparmiami i tuoi terribili indovinelli! Ti prego!
> gnaulava il Nano, rotolandosi
convulsamente.
<Sì!> <Sì!> <Risparmiaci!>
gli fecero eco tutti gli altri
< Quante storie per qualche rebus
> bofonchiò
l'oste scuotendo la testa, mentre puliva il bancone.
< Visto che non mi sembrate molto preparati, vi
sottoporrò un enigma molto semplice
> iniziò
il Conte Danargo, compiacendosi dell'agonia dell'uditorio.
< Conoscete le regole: non potete sottrarvi alla Sacra
Gara d'Indovinelli! Tempo fa incontrai il mio vecchio amico mago Panphutt di Sphola, che
non vedevo da molti anni. Dopo i primi convenevoli mi chiese "Sei sposato? Hai figli?"
"Si" risposi "ho tre figli!"
"Quanti anni hanno?"
"Te lo dirò con un indovinello:
il prodotto delle tre
età
225 sostengo che fa,
mentre la somma, lo posso attestare,
dà il numero che ora ti vado a mostrare
Gli scrissi lì per lì su una
pergamena il numero che rappresentava l'esatta somma delle tre età.
Panphutt lo guardò, fece due conti e rispose: "Ehi,
ma mi manca un dato!"
Io replicai :"Hai ragione! Mio figlio maggiore si chiama Dharàus "
Che età hanno i miei tre figli? Panphutt me lo disse, e voi ? Avete tempo fino al
tramonto di domani per trovare la soluzione! Se non ci riuscirete, mi dovrete tutti un
pasto a testa! Se poi qualcuno vorrà conoscere la soluzione
e annullare il debito, dovrà sottopormi un rompicapo che non riuscirò a risolvere! Nel
caso in cui lo risolvessi, il suo debito raddoppierà
Olden garantirà la correttezza
della gara, come sempre!>
Detto questo, il Conte si voltò, si rimise il cappello ed uscì
dalla taverna, svanendo nel buio della notte
< Ecco, ci ha fregati un'altra volta! > borbottò Borin mentre si rialzava da terra, scuotendosi la polvere di
dosso..
< Forza, mettiamoci al lavoro! > , esortò Kindhal la Mezzelfa, <
Abbiamo meno di 24 ore per risolvere lenigma! Questa volta però ce la faremo, me lo
sento. Abbiamo tra noi anche il grande illusionista Dertelyus! >
< Già, è vero! > , si
rallegrò Sog , < Dertelyus è uno studioso, con
lui siamo a cavallo! >
< Era ora che il Conte ricevesse una bella
lezione... Voglio proprio vedere la sua faccia quando gli daremo la soluzione! La posta in
palio è un pasto per tutti noi, ma qui cè Haldor che beve come un dannato! Il
Conte andrà in rovina!> borbottò Borin soddisfatto.
Dertelyus chiese alloste una penna doca, un po dinchiostro e una
pergamena. Si sedette a un tavolo e fu subito circondato dagli altri avventori in
trepidante attesa del suo responso. Dopo un paio dore di assoluto silenzio,
Dertelyus consegnò solennemente a Kindhal la pergamena...
< Ehi, ma qui ci sono solo scarabocchi! > eslamò la seducente Mezzelfa.
< Fammi vedere! >
sbottò Borin, strappandole il foglio di mano, <
E VERO! Dertelyus, cosa hai combinato? >
Il magnifico e potente incantatore scoppiò a piangere come un
bambino di due anni...
< Non ci riesco! >,
frignava disperato, < A Panphutt mancava un dato,
ma Danargo glielo scrisse. A me ne MANCANO DUE e nessuno mi aiuta! E poi a che serve
sapere che uno dei tre figli del Conte si chiama Dharàus ?>
Di fronte a quella plateale, pietosa e costernante pantomima tutti
quanti rimasero allibiti.
< Siamo rovinati >
proferì il Nano in tono lapidario.
Un fracasso roboante fece sussultare lintera congrega di disperati. Intrappolato
dallo scheletro della botte di birra che aveva appena sfasciato dallinterno, Haldor
imprecò a gran voce chiedendo aiuto. Subito Borin si fiondò da lui e a suon di colpi
dascia lo aiutò a liberarsi. Malconcio e dolorante lerculeo guerriero fece
partire un poderoso <HIC!> di ringraziamento, dopo di che si accasciò a terra ubriaco fradicio.
< E se cercassimo questo Panphutt? Il Conte non
ha detto che risolse lenigma?> propose la splendida
Kindhal.
< Ma non è vero, era solo una storiella di
contorno... > , dichiarò Borin, < Io ho conosciuto Panphutt e vi assicuro che non ho mai visto un mago
più astruso di lui! Figuratevi che quando io e lelfo Salogel andavamo a caccia
nelle tane sotterranee dei Troll, se ci trovavamo di fronte a due tunnel ed eravamo
indecisi su quale percorrere, chiedevamo al mago: "Da quale parte si va ?". Come
Panphutt indicava uno dei due tunnel, immediatamente ci infilavamo nellaltro, certi
di aver scampato un pericolo mortale! Panphutt non ci azzeccava mai ! >
< Inoltre nessuno è mai riuscito a battere
il Conte Danargo! >, ricordò Sog, < Se
questo Panphutt ci fosse riuscito, a questora sarebbe ricco e famoso, non un morto
di fame sconosciuto che non può neanche permettersi una birra in questo locale! >
< Già ... > mormorò il
brigante.
I clienti del Trogolo del Guerriero passarono tutta la notte in bianco, nel
tentativo di risolvere il rompicapo.
La mattina seguente erano ancora al punto di partenza. Solo Dertelyus e Haldor apparivano
riposati: entrambi avevano dormito soporitamente con la testa appoggiata al tavolo.
< Basta! Io mi arrendo! A questo punto preferisco
pagare il pasto al Conte e farmi una bella dormita! > sbottò
Borin innervosito.
< Anchio sono a pezzi ... > , confessò Sog , < Ho la testa che mi
scoppia! >
< Ehi! Io non voglio darla vinta al Conte! > , affermò Kindhal risoluta, < Dobbiamo
lottare fino alla fine! >
< La ragazza ha ragione ! > , sintromise Dertelyus, < Anche
se non riusciamo a risolvere lenigma, possiamo sempre proporne qualcuno noi al Conte
Danargo! E scritto nelle Sacre Regole ! Dopo tutto siamo avventurieri di
grande esperienza, uno di noi riuscirà a mettere in crisi quel dannato rompiscatole! >
Le esortazioni dellaffascinante Mezzelfa e le parole suadenti
del grande illusionista convinsero in breve tutti quanti. Per lintera giornata ogni
cliente si lambiccò il cervello per creare nuovi rompicapi o per ricordare gli
indovinelli più difficili che avesse mai sentito nella sua vita. Anche Haldor ci si mise
dimpegno, ma riuscì solo a sprofondare in un ronfante stato catatonico...
Al tramonto la porta del Trogolo del Guerriero si spalancò e sulla soglia
apparve... l'oste (!) , uscito un momento a buttare delle lische di pesce ai gatti. Gli
avventori, trepidanti per limminente sfida, lo mandarono al diavolo.
Finalmente il Conte Danargo si fece vivo.
Con un unico gesto elegante si tolse il manto e il cappello, dichiarando:
< Eccomi a voi ! Avete risolto il mio giochetto
?>
< No! > , rispose
Dertelyus a nome di tutti , < ma ne abbiamo
qualcuno per te! >
< Ma bene! Siete ardimentosi! > , riconobbe il Conte, ridacchiando sotto i baffi, < Per ogni indovinello da me risolto la posta raddoppia ! Ricordatevelo
! >
< Lo sappiamo! > ,
continuò Dertelyus, < Ma questo VALE ANCHE PER
TE ! Fino allultimo enigma dovrai fare attenzione, perchè potresti rimetterci una
fortuna! Reggerai alla tensione? >
< Non cè pericolo! > , sostenne il Conte , < Ho affrontato
avversari migliori ...>
Il tono spavaldo del nobiluomo irritò lintera clientela.
Dertelyus confabulò con gli altri per stabilire lordine degli sfidanti.
Allunanimità fu deciso che Haldor sarebbe stato lultimo: era scontato che
qualsiasi suo elementare indovinello sarebbe stato risolto dal Conte, per cui era inutile
raddoppiare subito la posta! Inoltre così la responsabilità della probabile disfatta
sarebbe caduta su di lui e sarebbe toccato solo a lui pagare lintera somma pattuita!
Un piano bieco ma astuto, suggerito da Sog il ladro
Il primo a farsi avanti fu Borin, il poderoso Nano guerriero:
< Questo enigma dubito che tu lo conosca! E
lultima cosa che ha detto un golem di pietra a forma di Drago, prima che mio cugino
Thurin Dwarf II lo frantumasse a mazzate per rubargli una gemma che custodiva...
la gemma che tu stai
vedendo adesso
ha metà dei secoli che avevo io stesso
quando la gemma da me fu creata...
quanti secoli ha la mia gemma incantata ?
Di 21 secoli è la mia odierna età,
sappilo e arriva alla verità !
Allora Conte, qual è la
soluzione ? >
< E ovviamente sette secoli
! > affermò il Conte.
< Ma è incredibile! E giusto! >, bofonchiò il Nano sconcertato, < Come
hai fatto ad arrivarci subito? Io ci ho impiegato un mese, provando ogni giorno con un
numero diverso! >
Il Conte fece cenno di continuare la gara: la posta in palio era
appena raddoppiata...
Si fece avanti Kindhal, che parlò così :
< Vediamo come te la cavi con me:
Cinque sorelle
guardiane noi siamo,
tutte in groppa ad un solo cavallo
Insieme lottiamo e catturiamo,
ma una sola di noi può accusare chi è in fallo! >
< Mi spiace
leggiadra fanciulla, ma conosco la soluzione: le dita della mano! Lunico dito
che può accusare è naturalmente il dito indice! >
sentenziò lastuto nobiluomo.
Affranta, Kindhal si ritirò verso il bancone per bere un po di sidro frizzante.
A poco a poco il Conte risolse tutti gli enigmi che gli venivano proposti. Alla fine tra
tutti clienti rimasero in gara solo Dertelyus e Haldor. Il vecchio incantatore provò ad
ingannare il suo avversario in questo modo:
< Quando ci
sta non si vede che a stento,
il suo colore è tra il buio e la luce,
può esser veloce, di certo mai LENTO,
la via dove cè non sai dove conduce >
Il sagace Danargo non cadde nel trabocchetto:
< Che furbacchione, hai cercato di confendermi ! Ma ho
scoperto linghippo: la risposta è la nebbia ! Il verso di certo mai
lento NON SIGNIFICA che la nebbia non può mai procedere lentamente, bensì si
riferisce al fatto che nebbia è un nome femminile e NON maschile! Per cui la
nebbia può essere LENTA e non LENTO ! >
Dertelyus si morse le mani: aveva fallito la sua occasione e ormai la vittoria del
Conte era prossima. La posta in gioco, a forza di raddoppiarsi, era divenuta stratosferica
e non rimaneva che un unico concorrente in gara: Haldor il Mulo ! La fama
della scarsa intelligenza di quel marcantonio, paragonabile a quella di un paramecio, era
nota anche al Conte, che con fare insolente invitò Haldor a iniziare la gara.
Sbadigliando, il guerriero recitò la seguente insulsa filastrocca:
< Nessuno lo
direbbe, invece è vero:
lo trovi nelle tane di Troll,
mangia nelle tane di Troll,
dorme nelle tane di Troll,
combatte con i Troll,
odora come i Troll.
CHI È ?? >
Tutto luditorio si mise le mani
nei capelli.
< E ovviamente un Troll ! >
concluse tronfiamente il Conte Danargo.
< SBAGLIATO! > berciò Haldor, tracannando un
sorso di birra schiumosa.
< Come 'È SBAGLIATO' ? >
,urlò il Conte inviperito, < E un enigma
elementare! >
< La risposta è: Salogel lElfo ! >
continuò lenergumeno, fissando con occhi bovini il baffuto solutore di arcani.
Improvvisamente tutti i clienti affiancarono Haldor per dargli man forte.
< Ma chi è questo Salogel! Chi lo conosce! >
, protestò a viva voce il Conte.
< Mi meraviglio! > , sbottò
teatralmente Borin, < Tutti conoscono il bieco
Salogel, lunico Elfo che a forza di stragiare Troll ormai passa più tempo in fetide
caverne sotterranee che allaria aperta! >
< E comunque Troll non può essere la
risposta corretta... > , notò Dertelyus, < altrimenti il verso iniziale nessuno lo direbbe non
avrebbe senso! >
Messo alle strette, il Conte giocò la sua ultima carta, dicendo: < Dovete darmi una prova dellesistenza di questo Salogel,
altrimenti lindovinello non vale! >
Come dincanto la porta del Trogolo si aprì di colpo.
Sulla soglia comparve un Elfo con i capelli arruffati. Era interamente sporco di sangue ed
emanava effluvi nauseabondi. Trascinò dentro un enorme sacco di tela, da cui estrasse un
paio di disgustose teste di Troll che sbattè sul bancone.
< Oste! Dammi da bere! > ,
urlò a squarciagola, < Oggi posso pagarti:
ognuna di queste teste vale 5 pezzi doro! Anzi, per festeggiare, offro da bere a
tutti ! A nome di SALOGEL LELFO ! >
Il Conte Danargo si arrese alla tragica evidenza. Fu costretto a dichiarsi
sconfitto e a pagare una fortuna...
Nessuno lo vide più in giro, ma prima di sparire sussurrò ad Haldor la soluzione del suo
enigma.
Dopo unintera nottata di bagordi e festeggiamenti, Borin si avvicinò ad Haldor,
leroe del giorno e gli chiese incuriosito: <
Allora, qual era la soluzione dellenigma dei tre figli ? Ora puoi dircela! >
Tutti gli avventori si avvicinarono per ascoltare la risposta.
< Sì, il conte mi ha svelato il suo segreto! >
dichiarò con voce solenne l'erculeo guerriero.
< E allora? Diccelo! Non tenerci sulle spine! >
lo esortò Dertelyus.
< Bè vedete.... > , continuò
arrossendo, < il Conte ha fatto un ragionamento
strano, con dei numeri... >
< Quale ragionamento? Avanti! > sbottò
Sog il ladro.
Haldor deglutì, abbassò lo sguardo e ... scoppiò a piangere come un bambino di 6
mesi...
< Non mi ricordo! Non ho capito nulla di quel che mi ha
detto! > urlò frignando e battendosi il petto...
Gli avventori si guardarono dritti negli occhi. Poi guardarono Haldor.
Fu così che nacque la più grande rissa della storia del Trogolo del
Guerriero.
Eru Iluvatar alias
Master Ladro

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