L'angolo del Bardo

Quella sera alla locanda "Baronia di Frontiera" l'elfo Jerle non era venuto.  L'oste Obil contava il magro incasso e una lacrima gli solcava il volto ogni volta che un cliente se ne andava. Dovete sapere infatti che l'elfo era una delle attrazioni principali della taverna. Non c'era volta che non scatenasse una rissa con tanto di effetti speciali. "Non sono io a cercare guai" si giustificò una volta l'elfo albino con l'oste mentre fracassava una sedia in testa ad un mezz'orco, "sono i guai che cercano me". La serata sembrava ormai conclusa quando un uomo non molto alto entrò dalla porta.....
L'età era indefinibile. Lunghi capelli castani ondulati gli cadevano sulle esili spalle. Una corta spada pendeva dal suo fianco, visibilmente più come ornamento che come strumento d'offesa. Indossava un abito tessuto con stoffe di colori che variavano tra il verde ed il rosso non troppo acceso.

Il viaggiatore teneva un fagotto in mano, puntò l'oste con lo sguardo e si diresse verso di lui. Obil lo guardò incuriosito, poiché non assomigliava al solito vu' cumprà di armi e arnesi più o meno magici. Il viaggiatore aprì il fagotto e ne estrasse una cetra. "Buonasera buon uomo" disse il viaggiatore "sono un bardo e come tale mi guadagno da vivere suonando per le corti dei Signori e nelle taverne. Le dispiacerebbe se mi guadagno da vivere nella sua taverna suonando il mio strumento?!? Le darò il 10% degli incassi". "10 per cento?" fece l'oste che iniziò a pensare quanto poteva rendere questa nuova situazione. "Il 20" disse Obil l'oste. "Il 15 e affare fatto" gli rispose il Bardo. Si strinsero la mano e il bardo per la felicità strimpellò due note richiamando l'attenzione degli avventori. "Buonasera" disse, "sono Wandering Bard e queste sono le mie storie..."

| La NON-violenza delle armi da botta |
| L'avventura (breve) di un mago del 1° livello | Un allegro gruppetto |

La NON-violenza delle armi da botta

Siamo qui per confrontare
L'uso proprio di due armi
E che cosa posson fare
A nemici armati o inermi

Tutto questo per capire
Ogni pia motivazione
Per cui un prete non può brandire
Un fantastico spadone

Infatti lì nei Sacri Testi
Si trova scritto chiaramente
"Sia pure! Che un prete si pesti!
Ma sia con armi NON VIOLENTE!"

Orbene tutti noi sappiamo
Che una spada ben brandita
E' un oggetto disumano
Che taglia colli, gambe e dita

Ed il sangue scorre a fiumi
Mentre la violenza sale
Perciò con della ragione i lumi
Capiam che per un prete è male

Molto meglio, chiaramente,
Un simpatico martello
Che si muove dolcemente
Mentre sfrantega un cervello

O la mazza, se vogliamo
Arma certo delicata
Mentre il cranio di un bell'uomo
Riduce tosto a una frittata

Quindi cari amici preti
Più non statevi a crucciare:
Anche il pugno di uno Yeti
Non è violento, non fa male

Perchè la violenza pura
Senza armi che sian da taglio
Ottenerla è cosa dura
E son certo che non sbaglio

E a chiunque qui si opponga
Ribadisco " E' vero ! Sì !
Perchè è una regola del menga
Stabilita da ADIENDI'! "

L'avventura (breve) di un mago del 1° livello

La distrazione già si sa
Che può esser perigliosa
Specialmente se si sta
Camminando senza posa

E mi accingo a raccontare
Le sventure di un maghetto,
E del suo incauto calpestare
Una coda, poveretto!

Nientemeno che la coda
Di un dolcissimo gattino
Bestiolina assai di moda
Per uccidere il vicino...

Così il mago sventurato
Camminava lentamente
Non pensando, destino ingrato,
Alla sorte sua imminente

D'improvviso un urlo forte
"MEEEOOOOW!" scuote l'aria circostante
E in un brivido di morte
Il gatto attacca in un istante

Lo sfortunato amico nostro
Atterrito dall'attacco
Onde evitar 'sto grosso mostro
Arretra, spaventato un sacco

Poco dopo nota che
La terribile minaccia
Poi terribile non è
E prova a dargli un calcio in faccia

Non sapeva il poveretto
Che quel gatto al par di altri
E' un pericolo diretto
Se non si è già più che scaltri

Ed infatti il gatto avanza
Evitando agile il calcio
Con la felina agile danza
Verso il mago ch'è d'intralcio

Lo stregone può or capire
Che per non cedere a st'agguato
Deve tosto utilizzare
Un gustoso Dardo Incantato

Così inizia ad armeggiare
Con la voce e con i gesti
Ma il gatto sta per attaccare
Con dei movimenti lesti

Così il micio spicca un salto
Già diretto verso il volto
E 'sto mago, anche se alto,
Non può proprio farci molto

In due secondi accade già
Che si trova il poverino
Della salute la metà
Ed ha perso il suo dardino

A 'sto punto con paura
Già si guarda attorno il mago
Che prevede st'avventura
Diventar di sangue un lago

Così prova col bastone
Attaccando in modo ingrato
A colpir sul capoccione
'sto gattino assatanato

Ma provandoci si accorge
Dell'agilità del gatto
Che, evitato il colpo, scorge
Attaccarlo come un matto

E così in un solo morso
Preceduto da 'na zampata
Il micetto senza rimorso
Del mago ha fatto marmellata

E lui cadendo nella morte
Fatto certo non agognato
Chiede a questa triste sorte
"Che cazzo serve aver studiato?"

Un allegro gruppetto

Buonasera miei signori
Cui la vita sempre arride
Perdonate questo bardo
Che, si sa, sempre sorride

Sono qui per raccontare
Le gesta di un gruppo di eroi
Che mai smette di viaggiare
Vivendo per l'oggi, lo ieri e il poi

Or non voglio più aspettare
E dilungarmi nei discorsi
Quindi vado a declamare
Le lor gesta ed i trascorsi

Un di loro: Jillian il mago
Certamente assai dotato
Specie con il filo e l'ago
E un bel pizzo ricamato

Con le arti sue arcane
Che studia tutte le mattine
Lui risolve molte grane
Riparando mutandine

E che dir del prode Jerle
Erotomane convinto
Che sfoggiando anelli e perle
Sedurrebbe anche un convento

Occhi rossi e pelle scura
Maledetto quasi per hobby
Un gran casino è cosa sicura
Che lo segui o che lo snobbi

Jeir lo gnomo viene adesso
Dalla lingua assai annodata
Lui se parla poco o spesso
Fa comunque una frittata

Se in città lui è diretto
Magari a visitar la zia
Vien fermato il poveretto
E arrestato come spia

Beh, signori, per adesso
E' abbastanza per me e per voi
Ma tornerò, e spero spesso,
A narrar di questi eroi

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